Fire and Flames

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Tardis of Time

Andiamo vecchia mia! Non giocarmi brutti scherzi proprio ora! E questo? Non credo debba trovarsi qui!
*Clang! Una leva viene giustamente lasciata cadere con sufficienza dal Dottore sul pavimento attorno alla console. La sala comandi è nel caos più totale, tanto per cambiare, e il Dottore… bè, ovviamente di corsa e stropicciato come al solito.*
Dai che ci siamo, ancora un piccolo sforzo… *BOOM! Scossoni, luci tremolanti e fumate di vapore ovunque.* Cough-cough… bleah! Che saporaccio in bocca! Ma che diavolo… *saltano tutte le luci principali facendo scattare quelle di emergenza che illuminano la fitta nebbia del ripiano sottostante alla console di una strana fluorescenza azzurra. Un silenzio interrotto solo dalle scintille dei cavi danneggiati dall’urto con… niente! Un totale arresto improvviso da qualche parte nell’universo in un tempo indefinito.*
Perfetto, anche lo schermo è rotto! *Una rapida scansione col fidato cacciavite su tutti i monitor e sui comandi.* Sì, completamente andato! Uff… *sbuffa e si arruffa i capelli cercando di mantere la calma. Picchietta ancora sui comandi ma il TARDIS non ne vuole sapere.* Bene! Non ce la facevi proprio a resistere un ultimo viaggio eh?! Uff… sto diventando troppo vecchio ormai. Mi ci vorrebbe una vacanza!
*Il Dottore si lascia andare sugli scalini, solo, immerso nei sui pensieri con le mani intrecciate nei capelli in preda allo sconforto.* Vecchia mia siamo davvero arrivati al capolinea!
*Sopra la porta del TARDIS la piccola finestrella lascia passare un fascio di luce… ma dopo qualche secondo scompare. Il Dottore lo osserva incantato, perso nei pensieri ma senza dargli troppo peso. Compare e scompare ad intervalli regolari, ma ogni volta la luce si fa leggermente più intensa.*
Capirai, il TARDIS ruota su stesso! Ci siamo fermati vicino ad una stella per caso? Bah, chi prendo in giro, sono solo! Vecchio stupido solo Dottore… *Ma in quel momento il TARDIS si ferma, lasciando filtrare la luce sempre più intensa. Il Dottore inizialmente la guarda con sufficienza, senza darci troppo peso, ma quando il cacciavite sonico inizia a fare bip…* Cosa? *estrae il cacciavite dal taschino, osservandolo attentamente, come se stesse cercando di dire qualcosa* Perché? Se c’è una cosa che ho imparato in tutti questi anni è che c’è un perché a tutto! *si alza avvicinandosi per caso alla luce. a contatto con questa il cacciavite brilla ancor di più emettendo una strana melodia.* Sto davvero diventando vecchio *sorride* andiamo a vedere allora! *si alza, una rapida pettinata con la mano e dopo essersi accomodato il cravattino, si avvicina lentamente alla porta del TARDIS con lo stesso sorriso che ha un bambino quando sta per aprire un regalo.* Vecchio e stupido Dottore… stai diventando lento! Fossi più giovane forse… *Con quel pensiero aprì la porta illuminando a giorno la sala del TARDIS, facendone fuoriuscire il vapore. Il sorriso del Dottore si fece ancor più grande.*
Magnifico… stupendo! *la faccia era quella di un uomo anziano, ma gli occhi erano quelli di un bambino il giorno di Natale* Se proprio bisogna… allora meglio farlo in grande stile! A ME IL FEZ! *con uno scatto il Dottore scivola dentro fino alla consolle azionando comandi “a caso” e picchiettando il monitor. La cara e vecchia CabinaBlue sembra essersi ricaricata e risponde a tutti i comandi impartiti* A quanto pare le catastrofi non hanno mai fine e c’è sembre bisogno di aiuto, OVUNQUE e comunque! *tra piroette e autocompiacimenti, il TARDIS inizia a scaldare i motori, le porte si chiudono ma la luce continua a filtrare intensamente dalla finestrella* e ora controlliamo l’equipaggiamento: Fez presente! *una veloce ritocattina allo specchio* troppo forte per restare senza! Poi?! poi-poi-poi.. *altra serie di piroette azionando leve e premendo bottoni* ma sicuro! il mio fedelissimo! *con un velo di nostalgia estrae il fidato cacciavite sonico dalla luce verde. lo gira tra le mani quasi a coccolarlo, con gli occhi lucidi e il sorriso triste* Mi mancherai vecchio mio! E’ stato bello! Breve ma… sempre intenso! … SBAAAM! Oh cielo! *il TARDIS inizia a dare letteralmente i numeri: lo schermo impazzisce mostrando figure a caso, il vapore riprende a fuoriuscire da tutte le parti, mentre il Dottore viene sballottato per la sala* Non credi che per una volta sia il caso di fare un’uscita di scena in grande stile e con classe? *il fez vola via ma con un balzo viene afferrato prima che tocchi terra, lasciando però il Dottore lungo disteso sul pavimento* Eheheheh non mi scappi! *barcollando si rimette in piedi ma un altro scossone lo getta davanti allo schermo principale dove una strana figura geometrica dorata ruota su se stessa* Ma questo è… Nah! Non sbagli mai vecchia mia! *abbassa una leva e contemporaneamente parte un grido* GERONIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!*Il TARDIS inizia a roteare velocemente su se stesso andando verso l’origine della luce. Il Dottore è costretto a tenersi stretto alla console dei comandi per non volare via,* Dannazione! Il sistema di gravità è partito! Non poteva reistere ancora qualche second….doooooooooo! *la presa non regge più catapultando così il Dottore sulla porta del TARDIS. SBAM!* Oh cielo… spero di non soffrie più di queste cose poi, sta cominciando a diventare stressante oltre che ripetitivo! *le pareti della sala iniziano a tremare e formare delle crepe* Oh-no! NO ti prego! *lo sguardo si fa preoccupante, la voce inizia a mancargli e la testa a diventare leggera* Allora è la fine… Credo di sì! Ci siamo allora vecchia mia! *pat-pat* vorrei solo poterti tenere con me in qualche modo. Mi mancherà viaggiare nello spazio-tempo insieme a te! *abbozzato un sorriso, il TARDIS quasi lo avesse sentito spalanca la porta all’improvviso. Appena in tempo il Dottore afferra la maniglia della porta lasciandosi andare al vortice come fosse una bandiera al vento* Oddio! Ommioddio! Non potresti darmi una manooooo?!
La luce aumentò a dismisura, come una fiamma alimentata dall’ossigeno, raggiungendo il cuore del TARDIS fino a farlo esplodere.
*Silenzio e oscurità.* N-non riesco a vedere nulla! D-dove sono? Non riesco a vedermi neanche le mani! Aiuto!!! *Un tremito nella voce del Dottore, avvolto nell’ombra, solo con se stesso a vagare come un’anima verso il nulla*
> No temere eroe! Rilassati! Ascolta la mia voce, seguimi…
Mh?! Chi va là? C’è qualcuno? *come in un’incubo a cui non riesci svegliarti, il Dottore si voltava su se stesso inutilmente affidandosi unicamente al suo udito* D-dove sono? Che fine ha fatto il TARDIS?
> Segui la mia voce… eroe del tempo!
E-eroe… oh no ti sbagli! Io sono un Signore del Tempo! Non sono… un’eroe… *senza peso fluttuava verso la voce, o almeno così credeva*
> Non avere paura! Non ne hai motivo! Vieni più vicino
*la strana voce si faceva leggermente più intensa e nel buio di quello spazio, una piccola luce apparve come un piccolo puntolino bianco nel nulla*
S-sei tu? Ti vedo! Sto arrivando ma chi sei?
> Ancora più vicino non avere paura!
Paura io? Ti sbagli! Sono…
> Il coraggio non ti è mai mancato in tutta la tua vita. Nonostante i momenti di debolezza e le avversità, sei sempre riuscito a rialzarti con o senza l’aiuto di qualcuno. Non è forse così? Eroe del tempo…
Ti ripeto che non sono un’eroe. Solo… Dottore! Aspetta ma… dov’è il mio cacciavite? E il TARDIS? Che fine ha fatto?! Rispondimi ti prego!
> Sei sicuro di non sapere già la risposta? Che fine ha fatto la tua saggezza?
*A poco a poco, il piccolo punto si faceva sempre più grande e splendente, eppure il Dottore non riusciva a vedere nulla, nemmeno se stesso.*
Saggio io? Avrei detto più sciocco ed impulsivo onestamente… e pazzo! Ma anche saggio suona bene!
> Con il giusto potere potrei continuare il tuo viaggio! Non arrenderti mai… eroe del tempo!
*La luce brillò con tanta forza che sembrava la nascita di una stella! E come in un sogno le forme iniziarono a cambiare, gli scenari a muoversi… e così pure il Dottore cambiò…*
D-dove sono? Oddio che incubo! Cosa mi è successo?
*disse una voce, quasi provenisse da più parti contemporaneamente*
Credo di aver battuto la testa e di aver fatto uno strano incubo. Era tutto buio e nuotavo in questo mare oscuro, come uno spirito, come se fossi morto! E c’era una luce che mi parlava, che mi diceva che non dovevo preoccuparmi perché sono coraggioso, saggio…
S-spada? *volse lo sguardo per terra e la vide… la leggendaria Master Sword. La afferrò confuso saggiandone il filo e pesandola. Per istinto cercò di premere qualcosa sull’impugnatura*
O un cacciavite… *disse sovrappensiero*
*Riuscì a vedere finalmente lo spiritello che volava attorno a lui, che muoveva freneticamente le ali senza mai stare zitta.*
Non ancora!
*Lentamente striciò verso il fiumiciattolo dove si lavò la faccia.* E così… sono cambiato di nuovo! O forse sono tornato quello di prima? Chi può dirlo…
*Anche se cambiava il volto, alla fine rimaneva lo stesso di sempre. Abbozzò un sorriso e si alzò, scrollandosi di dosso la polvere. Accanto a lui la spada e lo scudo che scintillavano nell’erba.*
Ec-eccomi! Ci sono eh, sono pronto TARD-
Hai ragione scusa! *le sorrise sistemandosi anche il lungo berretto verde* “Persino il fez è cambiato! Il cacciavite è diventato una spada, uno scudo…”
Mi macherà viaggiare nel tempo! E’ stato davvero… magico!
*lo spiritello, Navy, volò rapida verso di lui lasciandogli cadere tra le mani uno strano oggetto*
*Era blu, dello stesso colore del TARDIS ma più piccola, con tre piccoli triangolini dorati che brillavano ancora.* Allora non è cambiato poi tutto!
N-niente! Non importa! Sai… credo di aver capito chi fosse a parlarmi! Sai, nel sogno.
Chiaro? Con tutta quella luce sarebbe stato strano il contrario! Ahahahahah!
*Spada e scudo dietro la schiena, cappello in testa, coraggio nel cuore, saggezza nell’anima*
Partiamo per una nuova avventura allora! Allon-… ehm, meglio trovare qualcosa di meglio che dici? “Lo spirito della Triforza è con me! Sì, posso ricominciare di nuovo! Grazie!” *Abbozzò un sorriso e si incamminò nella foresta con Navy, suonando una dolce melodia con l’ocarina per poi scomparire tra gli alberi.*

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